Vorrei spiegazioni in merito, non mi capacito delle reazioni di tutti gli Italiani. Ognuno con un idea veramente chiara su cosa è successo e su chi dare la colpa, senza essersi soffermati minimamente a pensare almeno dieci secondi, prima di aprire alla bocca.
E io rimango in silenzio. Cosa dovrei urlare, se non ho capito nemmeno di cosa si stia parlando?
Ovvio, sono stato parecchio scosso dall'attentato a Parigi e, come tutti, son convinto che sia stato un atto terribile, ma non capisco come le reazioni delle singole persone nel nostro paese da cosa derivino. Questo assoluto bisogno di sentirsi paladini della libertà di espressione, della libertà di parola. Libertà di parola dove, come e quando? Di parole ne circolano tante in effetti, ma purtroppo mi sembrano tutt'altro che libere. Urla disperate disperse nel nulla, di gente disperata che ancora aspetta che qualcuno li degni di uno sguardo. Persone che blaterano parole prive di qualsivoglia contenuto, che rimbalzano e vengono amplificate costringendoti ad ascoltarle. Questo mi sembra. Più che libertà di parola, servirebbe libertà di silenzio. Il silenzio di chi rispetta le idee altrui o per lo meno il silenzio di chi è consapevole di non riuscire a comprendere in fondo un argomento e quindi se ne sta zitti. Non penso ci sia nulla di male, in fondo, nello stare zitti.
Nessun commento:
Posta un commento
Lascia un commento, se vuoi!