martedì 13 gennaio 2015

Noi siamo Charlie?

Essere o non essere? Sembra questo il dilemma. 
Vorrei spiegazioni in merito, non mi capacito delle reazioni di tutti gli Italiani. Ognuno con un idea veramente chiara su cosa è successo e su chi dare la colpa, senza essersi soffermati minimamente a pensare almeno dieci secondi, prima di aprire alla bocca. 
E io rimango in silenzio. Cosa dovrei urlare, se non ho capito nemmeno di cosa si stia parlando?
Ovvio, sono stato parecchio scosso dall'attentato a Parigi e, come tutti, son convinto che sia stato un atto terribile, ma non capisco come le reazioni delle singole persone nel nostro paese da cosa derivino. Questo assoluto bisogno di sentirsi paladini della libertà di espressione, della libertà di parola. Libertà di parola dove, come e quando? Di parole ne circolano tante in effetti, ma purtroppo mi sembrano tutt'altro che libere. Urla disperate disperse nel nulla, di gente disperata che ancora aspetta che qualcuno li degni di uno sguardo. Persone che blaterano parole prive di qualsivoglia contenuto, che rimbalzano e vengono amplificate costringendoti ad ascoltarle. Questo mi sembra. Più che libertà di parola, servirebbe libertà di silenzio. Il silenzio di chi rispetta le idee altrui o per lo meno il silenzio di chi è consapevole di non riuscire a comprendere in fondo un argomento e quindi se ne sta zitti. Non penso ci sia nulla di male, in fondo, nello stare zitti. 

domenica 28 dicembre 2014

Tra connessioni del terzo mondo e manie di superiorità.

Che bello oggi nevica!
Dovrei essere felice, o meglio, lo sarei se nevicasse veramente. Sono ormai parecchie ore che pur nevicando pian piano, di neve in giro se ne vede ben poca, se non sopra i monti. Eppure non so perché nel mio bel paese sembra sia esplosa la terza guerra mondiali. Ogni modo di comunicare con l'esterno è fortemente limitato. Il che è strano, visto che se non fosse per le dimensione leggermente maggiori e per quel poco di spirito natalizio in più questa neve è veramente indistinguibile dalla pioggia.
Ma si sa, se 5 centimetri bastano a bloccare una città, solo il pensiero di una nevicata basta a bloccare le connessioni globali (o provinciali, in questo caso).
Il cellulare, pur avendo fieramente tutte e quattro le tacce di una fiera connessione 3G sembra che non abbia alcuna intenzione di inviarmi nemmeno quei pochi kilobyte di messaggi Whatsapp, unica cosa che di solito fa anche quando viene esaurito il poco traffico dati che possiedo con la mia offerta. 
Le televisioni completamente oscurate, Dmax e compagni non ne vogliono sapere di mostrarsi, così come il 90% dei canali (che già di loro son pochi) che di solito son visibili. Unica eccezzione: Rai Uno. Quel canale non capisco come mai riesce a funzionare anche dopo disastri atomici, allagamenti, bombardamenti di antenne e guerre mondiali. Mi chiedo sempre come faccia ad essere sempre così perfettamente visibile, quando l'unico canale che oscurerei è proprio quello.

Va beh, me ne vado a leggere un libro. Alla prossima.

venerdì 19 dicembre 2014

Trenitalia, poche gioie, tanti dolori.

Bello viaggiare in treno, si, finché mezza Bologna decide di farlo insieme a te nello stesso momento.
E pensare che ero anche contento di tornare a casa in treno: scrivere al computer mentre con il cellulare in carica mi facevo da router. Cellulare in carica perché ho comprato un powerbank niente male, 16000 mAh, della Anker, su Amazon a 30 euro. E volevo seriamente metterlo alla prova, mentre ora mi devo accontentare di scrivere questo post con il cellulare. In piedi. Con doppia maglia e giubbotto, una sauna termale, al modico prezzo di 10 euro e 70.Non male, come primo post in questo stupido blog.
In compenso Spotify si conferma una delle applicazioni delle quali non posso fare a meno. Riesce a farmi ascoltare buona musica anche mentre la connessione a malapena ti fa caricare i messaggi si Whatsapp.
Mi chiedo, non è possibile avere in questi giorni di pienone un servizio leggermente migliore? Avere un idea del pubblico da servire e aumentare il numero di treni? Non penso che a lungo termine sia una cattiva idea. Eppure lungo termine qua in Italia non sappiamo nemmeno che significhi.

Mi presento, tutto qua

Salve a tutti, mi presento.
Sono Matteo, 19 anni compiuti da qualche mese, vengo dalle Marche ma attualmente vivo a Bologna. Quali sono le mie passioni, i miei interessi e le cose di cui voglio parlare lo scoprirete navigando in questo blog e continuando a seguirmi, anche se quello non è il mio obiettivo primario nello scrivere qua.

Cosa intendo fare di questo blog?
Semplicemente una specie di diario di viaggio, di quel viaggio chiamato vita. Vorrei scrivere semplicemente ciò che mi passa per la testa, parlarvi delle mie esperienze, darvi consigli o scrivere guide su qualcosa che magari potrà tornarvi utile.
Altro dettaglio fondamentale: l'italiano non è il mio forte. So che magari potrebbe essere difficile seguirmi se siete lettori abituati al meglio, ma un altro obiettivo che mi pongo è quello di migliorare nello scrivere e di imparare ad esprimermi al meglio. Magari piano piano, giorno dopo giorno, scoprirete che la qualità del mio scritto salirà pian piano. Magari no, chissà.

Non so nemmeno se questa pagina verrà mai letta, se rimarrà in uno di quei angoli polverosi di quell'immenso palazzo che è internet, o se con il tempo acquisirà un minimo di popolarità. Non so come voi siate finiti fino a qua (e se volete farmelo sapere nei commenti mi piacerebbe non mi offendo, anzi) ma spero che possiate passare dei momenti tranquilli tra queste pagine concepite dalla mia mente confusa.